Calcolatore del Mutuo
Scopri in pochi secondi la rata mensile, l’acconto necessario e quanto puoi chiedere in base al tuo reddito. Uno strumento gratuito e imparziale per pianificare l’acquisto della tua casa.
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Dati del mutuo
Acconto necessario: 50.000 €
Le banche in Italia accettano generalmente tra il 30% e il 35% del reddito netto come rata massima.
Risultati
1001 €
200.000 €
50.000 €
100.374 €
Attenzione: la rata supera il tuo budget
La rata rappresenta il 40.0% del tuo reddito. Per rientrare nel 33%, dovresti aumentare l’acconto, allungare la durata o cercare un immobile meno costoso.
Quanto puoi chiedere con il tuo reddito?
Con un reddito di 2500 € e un limite della rata al 33%, la banca ti presterà al massimo:
164.794 €
Importo massimo del mutuo
214.794 €
Valore massimo dell’immobile che puoi acquistare (con l’acconto di 50.000 €)
Il calcolo è indicativo e non include gli oneri accessori (TAEG, imposta sostitutiva, perizia, assicurazioni). Ogni banca applica criteri propri di valutazione del merito creditizio.
Tutto quello che devi sapere sul mutuo
Il mutuo è l’impegno finanziario più importante della vita per molte famiglie italiane. Ecco le risposte alle domande più comuni, senza giri di parole.
1Come funziona il calcolo della rata
La rata del mutuo si calcola con la formula di ammortamento alla francese: ogni mese paghi la stessa cifra, ma la composizione cambia. All’inizio paghi soprattutto interessi; verso la fine, soprattutto capitale.
La formula matematica è: R = C × [r(1+r)n] / [(1+r)n − 1], dove C è il capitale richiesto, r il tasso mensile e n il numero di rate. Non devi memorizzarla: il nostro calcolatore la applica automaticamente.
Esempio pratico
Immobile da 250.000 €, acconto 50.000 €, tasso 3,5%, 25 anni: la rata è circa 1.003 €/mese. In 25 anni pagherai circa 50.900 € di interessi — il 20% in più del capitale prestato.
2Quanto puoi chiedere in base al reddito
Le banche italiane usano un criterio semplice: la rata non deve superare il 30-35% del reddito netto mensile della famiglia. Questo limite si chiama Debt-to-Income (DTI) e protegge sia te che la banca dal rischio di sovraindebitamento.
Se guadagni 2.500 € netti al mese, con un DTI del 33% la tua rata massima è circa 825 €. Al tasso del 3,5% e 25 anni, questo corrisponde a un mutuo massimo di circa 164.000 €. Con un acconto del 20%, puoi acquistare un immobile fino a circa 205.000 €.
Attenzione: il reddito considerato non è solo la tua busta paga. Alcune banche includono il 13° e 14°, premi di produzione, redditi da locazione e — con garanzie aggiuntive — redditi del coniuge. Altre sono più conservative e considerano solo il netto mensile fisso.
3L’acconto: quanto serve davvero
In Italia la normativa richiede un acconto (o caparra) minimo del 20% del valore dell’immobile per accedere al mutuo. In realtà, molte banche richiedono oggi il 25-30% per ridurre il rischio, specialmente per i mutui a tasso variabile.
Un acconto più alto abbassa la rata, riduce gli interessi totali e migliora le condizioni offerte dalla banca. Se puoi mettere il 30% invece del 20%, su un mutuo di 200.000 € a 25 anni e 3,5% risparmi circa 8.500 € di interessi.
Ricorda che l’acconto non è l’unico costo iniziale: devi aggiungere le imposte (9% seconda casa, 2% prima casa con agevolazioni), la perizia (300-500 €), le spese notarili (2.000-4.000 €) e l’assicurazione obbligatoria sul mutuo. Budgetta almeno il 5-7% del valore in più rispetto all’acconto.
4Tasso fisso o variabile?
Con il tasso fisso paghi la stessa rata per tutta la durata del mutuo. È la scelta di sicurezza: sai esattamente quanto costerà la tua casa e non sei esposto alle oscillazioni dei tassi di mercato. Oggi (2026) i tassi fissi sono tornati attrattivi dopo il picco del 2023.
Con il tasso variabile la rata cambia in base all’Euribor (o al tasso di riferimento della banca). Se i tassi scendono, risparmi; se salgono, la rata aumenta. Dal 2022 al 2024 molte famiglie hanno visto la rata aumentare del 40-60%, una perdita di prevedibilità difficile da gestire.
Regola pratica
Se hai un reddito stabile, un fondo di emergenza coperto e non ti piacciono le sorprese → tasso fisso. Se hai un budget flessibile, credi che i tassi scenderanno e accetti il rischio → tasso variabile o misto.
5La durata del mutuo: più anni, meno rata (ma più interessi)
Allungare la durata del mutuo da 20 a 30 anni può abbassare la rata del 20-25%, ma aumenta gli interessi totali pagati anche del 50%. Ecco perché la durata è una delle scelte più importanti — e spesso sottovalutate.
Su un mutuo di 200.000 € al 3,5%:
- 20 anni → rata 1.160 €, interessi totali 78.400 €
- 25 anni → rata 1.003 €, interessi totali 100.900 €
- 30 anni → rata 898 €, interessi totali 123.300 €
La scelta giusta dipende dalla tua età, dalla stabilità del reddito e dagli altri obiettivi di risparmio. In genere, non allungare oltre i 25 anni se puoi permetterti la rata più alta: risparmiare 45.000 € di interessi è un investimento migliore di molti altri.
6TAEG e costi nascosti: cosa controllare nel contratto
Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) è il vero costo del mutuo. Include il tasso nominale, le spese di istruttoria, la perizia, le assicurazioni e gli oneri fiscali. Due mutui con lo stesso tasso nominale possono avere TAEG diversi per differenze nei costi accessori.
Prima di firmare, controlla sempre:
- Spese di istruttoria (spesso 0,5-1% del capitale, ma molte banche le hanno azzerate)
- Costo della perizia (obbligatoria, 300-500 € a carico del cliente)
- Assicurazione vita e incendio (obbligatoria, ma puoi confrontare offerte esterne)
- Commissioni per estinzione anticipata (0,5% se variabile, spesso 0% se fisso con legge Bersani)
- Spese di rinegoziazione o trasferimento del mutuo ad altra banca
Un TAEG più basso di pochi decimi può significare risparmiare migliaia di euro in 20 anni. Confronta sempre almeno 3 preventivi e usa il TAEG come metro di paragone, non il tasso nominale.
7Il rischio di offrire troppo: la perizia del mutuo
Quando chiedi un mutuo, la banca manda un perito a stimare il valore reale dell’immobile. Se il prezzo che hai offerto è superiore alla perizia, la banca eroga il mutuo solo sul valore periziato, non sul prezzo di acquisto. La differenza deve uscire dalle tue tasche.
Esempio pratico: offri 300.000 € per una casa, ma il perito della banca la stima 270.000 €. Con un mutuo all'80% (LTV), la banca ti presta 216.000 €, non 240.000 €. Devi trovare in acconto non 60.000 €, ma 84.000 €. Se non ce l’hai, l’affare salta o devi rinegoziare il prezzo in fretta.
Offrire troppo ha anche un effetto a lungo termine: inizi con un patrimonio netto negativo (debito maggiore del valore dell’immobile) e, se il mercato dovesse correggere, rischi di non poter vendere senza perdite per anni. Le perizie delle banche tendono a essere prudenti e possono sorprenderti al ribasso.
Come evitare la trappola
Valuta l’immobile con dati di vendita reali prima di presentare un’offerta. Se la stima è inferiore al prezzo richiesto, hai una base solida per contrattare e proteggerti da spiacevoli sorprese con la banca.
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8Quando conviene davvero fare un mutuo
Il mutuo ha senso quando tre condizioni si allineano: hai un reddito stabile, hai accumulato un acconto adeguato (almeno il 20-25%) e il costo totale dell’immobile è in linea con i dati di mercato. Comprare una casa sopravvalutata con un mutuo lungo è una trappola: pagherai interessi su un capitale superiore al valore reale.
Per questo, prima di chiedere un mutuo, valuta l’immobile con dati reali di vendita — non con i prezzi richiesti degli annunci. Su Scialla.tech puoi incollare il link di un annuncio e ottenere una stima basata sulle compravendite concluse nella stessa zona. Sapere il valore reale ti dà potere contrattuale e ti protegge da un indebitamento eccessivo.
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